PD-PDL-UDC : per le prossime elezioni politiche, fissate per il 24 febbraio,  ambiscono ad essere i veri eredi delle ricette “recessive” montiane.
Berlusconi finge di criticare l’operato del governo –IMU in primis- ma ha votato tutte le controriforme montiane e farebbe volentieri un passo indietro sulla propria candidatura nel caso in cui Monti guidasse la destra.
Bersani dichiara che una volta eletto premier seguirà l’ agenda Monti con qualcosa in più (?). Nel frattempo auspica una alleanza con il terzo polo.
Casini –il più fedele ultras montiano- desidera ardentemente l’attuale premier a capo di un grande centro.
Monti da canto suo, se in un primo momento diceva che il suo compito si era ormai esaurito, oggi non esclude che –se voluto da una larga maggioranza di forze- potrebbe assumersi nuovamente la responsabilità dell’esecutivo.
Tutti insomma, al di là del teatrino politichese “made in Italy”, contribuiranno a dare continuità alle stesse ricette che da anni  aggravano la crisi,  anzichè superarla.

In questo contesto i Comunisti ritengono necessaria la propria collocazione elettorale  fuori dal recinto liberista a sostegno di una lista indipendente e  soprattutto alternativa a PD, centristi, PdL…
 Per questo sosterremo la candidatura di Antonio  Ingroia come premier per il quarto polo antiliberista e la lista unitaria “rivoluzione civile” di tutte le forze che da sinistra si oppongono all’”agenda Monti”, a partire dai 10 punti programmatici definiti dal manifesto “cambiare si può”.

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