Sabato 12 gennaio Rifondazione Comunista ha tenuto ad Abbadia S. Salvatore un’ assemblea molto partecipata con i lavoratori di Floramiata, storica azienda florovivaistica, e numerosi altri cittadini di altrettante aziende in crisi sul territorio Amiatino. La crisi in quella zona sta picchiando duro e si calcola che solamente a Abbadia, comune di 6722 abitanti, 3196 famiglie e con una media di reddito procapite di 11258 euro ci siano oltre 500 persone che hanno il posto di lavoro a rischio. In questo panorama spicca la vicenda di Floramiata, fondata agli inizi degli anni ’80 grazie al piano di riconversione dell’attività mineraria e concepita dall’ENI sul modello della grande impresa a partecipazione statale. A metà degli anni ’90 l’ENI cede l’attività ad un gruppo imprenditoriale privato che a tutt’oggi detiene la maggioranza dell’assetto societario, affiancato da partner pubblici minori. Floramiata, nata dalla volontà pubblica per fronteggiare la disoccupazione derivante dalla dismissione mineraria ha sempre goduto di importanti sgravi fiscali e ha il grande vantaggio di utilizzare la geotermia per il riscaldamento serricolo, usufruendo anche in questo caso di un fortissimo sconto sul “costo del calore”, pagandolo 5 euro al KW a fronte degli 80 euro del prezzo di mercato. Questi innegabili vantaggi però non hanno impedito alla gestione privata di accumulare negli anni un debito di 18 milioni di euro e in questi ultimi due anni la situazione è peggiorata: gli stipendi arrivano con fortissimo ritardo e la cassa integrazione è stata utilizzata molte volte per i dipendenti a tempo indeterminato e proprio in questi giorni è arrivata un’ulteriore proroga di 3 mesi. Cassa integrazione che purtroppo però non riguarda 80 operai avventizi a tempo determinato, utilizzati da molti anni dall’azienda nei momenti di picco della produzione. La sorte di questi lavoratori e lavoratrici è drammatica, senza reddito, senza ammortizzatori sociali, ignorati da tutti. La situazione è incredibile: Floramiata è un’azienda privata che ha mantenuto vantaggi che farebbero l’invidia di qualsiasi imprenditore, ha ordinativi che attendono di essere evasi e quindi ha tutti i numeri per fronteggiare la crisi e invece si trova nella situazione che abbiamo sommariamente descritto. E’ solo palese incapacità imprenditoriale o questa situazione nasconde qualcos’altro?

Rifondazione Comunista non ha fatto vane promesse ai lavoratori nell’assemblea di sabato 12 gennaio, ma ha proposto di costruire assieme a tutti i dipendenti della Floramiata un piano credibile per il rilancio dell’ Azienda. Per quanto riguarda gli altri lavoratori presenti è stato assunto l’impegno di organizzare specifiche assemblee pubbliche di approfondimento per individuare assieme ai Cittadini di Abbadia S. Salvatore un percorso di proposte per fare fronte alla crisi, tenendo sempre ben presenti le cause che l’ hanno provocata.

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