È notizia della scorsa settimana che trasporto pubblico locale della Toscana passerà ad una azienda francese. Prima o poi era immaginabile che sarebbe successo: quando si affidano aziende che gestiscono i servizi pubblici alle regole del mercato, si possono perdere le “gare”. Proprio per questo Rifondazione Comunista è contraria al considerare i servizi pubblici come un qualsiasi settore aziendale, soggetto alle regole della cosiddetta “concorrenza”. La Francia non è così distante, ma è difficile pensare che i bisogni dei cittadini toscani siano così presenti nei cuori dei “cugini” francesi…
E se non cambiano i modi di gestione delle aziende che si occupano di servizi fondamentali non è difficile pensare che la stessa cosa avvenuta oggi per i trasporti possa accadere in futuro anche per gli altri servizi, tutti ormai trattati come “privati”, quando invece dovrebbero essere gestiti con criteri diversi.
I cittadini tra l’altro non hanno la possibilità di decidere direttamente su questi temi, perché nelle campagne elettorali questi rimangono sempre nascosti, e pochi sono i politici e i giornalisti che si preoccupano di parlarne. Il referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua, ad esempio, che aveva visto la vittoria dei suoi promotori ha fatto la fine che conosciamo tutti, nonostante l’avvicendarsi di governi di destra e di “cosiddetta” sinistra.
In questi giorni si dice che i Laburisti inglesi abbiano perduto le elezioni a causa delle loro proposte “eccessive” ma, in realtà, le proposte di Corbyn erano proprio nella direzione che sosteniamo noi, ovvero di ripubblicizzazione delle aziende essenziali.
Vedremo come affronteranno questi temi le formazioni che si contenderanno il governo della Regione Toscana; da parte nostra la gestione dei servizi pubblici sarà la questione principale da affrontare nella vicina campagna elettorale regionale.

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