In Valdelsa ormai da anni una serie di servizi è già gestita congiuntamente: sevizi sociali e di assistenza tramite la Fondazione dei Territori Sociali Altavaldelsa FTSA; il Politeama ed il Cassero, il teatro di Colle, e più recentemente la Scuola di Musica tramite la Fondazione culturale “Elsa. Inoltre oggi esiste già oggi i tre maggiori centri valdelsani (Poggibonsi, Colle Val d’Elsa e San Gimignano) funzionano come un’unica area metropolitana, a causa della dislocazione dei servizi, uffici, attività commerciali….
Inoltre, con le ristrettezze economiche derivate dal Patto di Stabilità è diventato praticamente impossibile per i singoli Comuni continuare a garantire ai cittadini buona parte dei servizi finora conservati.
L’accorpamento, l’accentramento delle forze non è più un’opzione, ma una necessità oggettiva in tutta Italia. Tuttavia questo accentramento di forze può avvenire in modi diversi e con costi sociali e conseguenze diverse.
La soluzione peggiore, e che purtroppo finora ha prevalso, è l’esternalizzazione, la cessione a privati che agiscono in nome di un utile, oppure l’ingresso di privati (e quindi della logica del profitto) in società pubblico-private. Conseguenze di questa opzione sono il massimo incremento possibile dei costi per gli utenti (che diventano clienti) e la massima riduzione del costo del lavoro, cioè il mantenimento del personale minimo indispensabile.
Altra opzione che più recentemente sembra farsi strada è la “messa in comune” di personale, o l’unificazione di uffici che dovrebbero continuare a dipendere da varie amministrazioni. Questa soluzione, seppur migliore della precedente, crea comunque problemi in termini di gestione di direttive non sempre univoche, e soprattutto resta l’allontanamento del controllo da parte dei cittadini e dei loro rappresentanti eletti. Con la legge sull’”unione dei comuni” infatti si creano organismi di secondo livello atti a decidere sulle questioni comuni. Organismi non eletti dalla popolazione, ma composti da pochi soggetti scelti in seno ai consigli comunali con scarsa o nulla capacità di controllo per gli altri consiglieri.
La terza via che garantisce il massimo del risparmio e contemporaneamente mantiene il controllo democratico sulle decisioni è soltanto l’unificazione vera e propria di più comuni.
I passaggi necessari dovrebbero essere: la definizione di un Piano Regolatore unico, tale da armonizzare lo sviluppo del territorio valdelsano superando gli attuali confini amministrativi; l’uniformazione delle imposte comunali; la creazione di un sistema di trasporto urbano unificato, ((sviluppato sull’asse Pian dell’Olmino – Gracciano – Polo scolastico Colle – centro di Colle – svincolo di Maltraverso – Ospedale della Valdelsa – polo scolastico Poggibonsi – impianti sportivi Poggibonsi – stazione e centro storico di Poggibonsi – area direzionale di Salceto – Via Pisana – Fosci – Pietrafitta – San Gimignano)); un’ unica strategia di sviluppo economico comprendente tutte le tipologie di attività presenti in Valdelsa (dall’ agricoltura, all’industria, ai servizi), tale da affrontare degnamente la crisi; la gestione condivisa dell’offerta turistica che facendo perno sull’attrattività di San Gimignano, potrebbe portare vantaggi alle altre bellezze della zona, favorendo una permanenza prolungata dei visitatori in Valdelsa…. Un’amministrazione unica potrebbe anche dare una risposta efficace all’emergenza abitativa in atto, concentrando le risorse per nuovi alloggi popolari e per i contributi agli affitti; come pure favorendo i contratti a canone concordato, mettendo in contatto proprietari e persone che cercano casa in tutta l’area vasta.
Noi proponiamo, nell’arco di cinque anni, di costituire un unico Comune della Valdelsa senese, comprendente gli attuali comuni di Poggibonsi, Colle, San Gimignano, Casole e Radicondoli, e di avviare la successiva legislatura, nel 2019, con un unico Consiglio ed un’unica Giunta.

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