Chiudere un articolo con la non troppo velata minaccia di “valutazione per una eventuale tutela” non ci è sembrato troppo elegante, ma non è questo il punto principale. Nell’articolo che giustifica la necessità di procedere urgentemente alla revisione dello Statuto della Fondazione Mps si trascura un aspetto formale di non poco conto, ovvero, chi rappresenta questa Deputazione?
Il Comune di Siena, organo nominante della Deputazione attuale, da un anno circa non esiste in quanto rappresentato da un Commissario che ha tardato a rispondere e che, soprattutto, non dovrà rispondere ai cittadini dei suoi atti; la Provincia, altro organo nominante, anche secondo il “buon” Governo in carica sparirà, ed è in scadenza; gli altri Enti avevano un peso minore, e ci sembrano un bel po’ più lontani dalla comunità che il Presidente Mancini dice di voler ascoltare. Questo per dire che l’attuale Deputazione, che non ho motivo di ritenere incompetente, è però sicuramente non rappresentativa di quello che la comunità attualmente pensa del futuro della Fondazione MPS. Condivido quindi l’opinione di coloro che sostengono sarebbe meglio attendere almeno le prossime elezioni comunali, visto tra l’altro che avverranno prima della scadenza del 30 giugno, che sembrerebbe ultimativa per questo atto. Se aggiungiamo che il quadro politico di oggi è radicalmente diverso da quello di cinque anni fa, diventa difficile non pensare che si sia voluto procedere proprio per evitare di tenere conto di questo cambiamento. Entrando poi sul tema di come avverranno le prossime nomine, si dice che il peso “politico” dei nominanti diminuirà (il testo definitivo non è ancora pubblico) e che crescerà invece quello della cosiddetta “società civile”; a parte che nutro dubbi sulla reale autonomia della società civile dai partiti (lobbies e amicizie esistono ovunque, e sono molto meno controllabili di un dibattito in consiglio comunale) voglio ricordare che, per esempio, la Camera di Commercio ha avuto un ruolo non secondario sulle decisioni dell’Aeroporto di Ampugnano, sulla definizione delle tariffe riguardo la Tassa di soggiorno e su altro, ma che pare non abbia ricevuto per queste scelte un grande plauso neppure dagli associati. La democrazia è una pratica difficile, e nessuno certamente ne è proprietario, e visto che la Fondazione dovrebbe avere un ruolo anche sul futuro di tanti dipendenti della Banca, vorrei qui ricordare di come molti lavoratori si siano sorpresi di scoprire che non possono per esempio indire una assemblea in orario di lavoro se non convocata dai sindacati che ne hanno diritto (che spesso sono anche corresponsabili delle scelte della proprietà). Quindi l’assemblea è sì dei lavoratori, ma non sono i lavoratori che la possono convocare. E lo stesso accade nella Deputazione, che dovrebbe rappresentare la comunità senese, ma la comunità dovrà leggere dai giornali quale sarà il suo futuro, ovvero quando è già diventato passato!

Francesco Andreini – Candidato consigliere nella lista del Partito della Rifondazione Comunista 
con candidata Sindaco Laura Vigni

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