di Matteo Pucciarelli
Leggere gli entusiasti commenti dei vari esponenti del Pd (in primis Bersani) dopo il primo turno delle elezioni francesi provoca un misto tra ribrezzo e tenerezza. A parte l’antichissimo e italico vizio di salire sul carro del vincitore, i condottieri del centro-centro-centro-centro-un po’ sinistra italiano probabilmente conoscono poco del programma del socialista (tenete ben a mente l’aggettivo) Francois Hollande.
Tutti a inneggiarlo e tutti accuratamente attenti a non far cenno a una – dicasi una – proposta programmatica del leader socialista. In questo senso l’intervista rilasciata ieri aRepubblica dal segretario del Pd né è un esempio lampante: una pagina intera per dire il nulla elevato all’ennesima fuffa.
Per capire la ricetta del Ps francese è utile rileggersi l’articolo pubblicato da Emilio Carnevali su MicroMega di poco tempo fa: maggiore tassazione per i più ricchi, fondi per far assumere i giovani con contratti a tempo indeterminato, voto agli stranieri per le elezioni locali, eutanasia, nozze e adozione da parte dei gay.

Nel Pd il più “sinistro” di tutti, Stefano Fassina, è uno che non se la sentì di partecipare a uno sciopero indetto dalla Fiom – un sindacato fatto fuori dalla fabbrica con metodi parafascisti. Per non parlare dei diritti civili: “matrimonio gay”, anche solo l’espressione in sé, provoca spasmi e atti di autolesionismo in mezzo partito.
Hollande, in Francia, punta a una riforma fiscale che prevede un’aliquota superiore al 45 per cento per i redditi superiori ai 150.000 euro e un’aliquota al 75 per cento per i redditi superiori a 1 milione di euro nonché l’abolizione dei «regali fiscali e gli sconti» ai più ricchi e alle grandi aziende. Il programma socialista, poi, vuole correggere la riforma previdenziale di Sarkozy, riportando l’età pensionistica a 60 anni (per chi ha versato 41,5 anni di contributi). Hollande promette esoneri fiscali per le aziende che assumono un giovane a tempo indeterminato. Il Ps pensa inoltre alla creazione di una banca pubblica di investimenti per il sostegno alle piccole e medie imprese. Ancora: chi è maggiorenne, in fase avanzata o terminale di una malattia incurabile potrà chiedere un’assistenza medica per porre fine alla propria vita con dignità. Senza dimenticare – è scritto nel programma – lo stop al cumulo dei mandati per i parlamentari.
In Italia Bersani è coalizzato con Alfano e Casini (come se Hollande fino a ieri fosse stato al governo con Sarkozy e Bayrou), si fanno le foto e le postano su Twitter; il Pd è ostaggio di un premier imposto dal presidente della Repubblica, a sua volta succube di enti sovranazionali che con la democrazia hanno poco a che fare; il Pd ha votato praticamente tutti i provvedimenti dell’esecutivo mediando costantemente al ribasso – provvedimenti dove si sono imposti sacrifici ai soliti noti, lasciando indisturbati gli altri.
Con tutta la buona volontà, le chiacchiere stanno a zero e le analogie pure. Anche perché nessuno sa, tra un anno, con quale legge elettorale, con quale coalizione e con quale programma il Pd stia pensando di presentarsi. Credere che esista una correlazione, una vicinanza o affinità culturale e politica, tra i socialisti francesi e il Pd è un falso ideologico. E – purtroppo per noi – a dimostrarlo sono i fatti.
da micromega.it

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