La decisione del Ministero della Salute di sospendere la diffusione dei vaccini antinfluenzali Novartis mette in luce le difficoltà dell’azienda nel saper coniugare una produzione rispettosa dei criteri di sicurezza con la volontà di ottenere ad ogni costo sempre maggiori profitti. In teoria un’impresa multinazionale che si pregia di essere all’avanguardia nella realizzazione di progetti, ricerche e produzioni, al di là di ogni possibile rischio ed errore, non dovrebbe nemmeno essere sfiorata dal sospetto di non avere tenuto conto di quanto richiesto da normali procedure di produzione del vaccino.
Ci chiediamo se si possa essere trattato solo di errori, rimossi i quali tutto potrà tornare alla normale attività produttiva e di ricerca tramite la rimozione di eventuali responsabili (ricordiamo che alla Novartis di Siena sono recentemente stati licenziati undici operatori e che si è verificato un consistente ricambio di quadri dirigenti), oppure se si tratti dell’intero “sistema – azienda “ che vada rimesso a punto sia nelle relazioni tra quadri dirigenti e operatori subordinati, sia nella trasmissione delle informazioni sia nella preparazione dei quadri.
Purtroppo abbiamo assistito ad indagini interne all’azienda a Siena ed a Rosia (peraltro piuttosto rudi, tenute in lingua inglese e pertanto ardue per chi vi è stato sottoposto) che hanno portato ai licenziamenti suddetti ed a molte decine di provvedimenti disciplinari che, per il loro numero, fanno pensare che i disguidi che si sono manifestati non riguardino solamente eventuali responsabilità individuali ma appunto un “sistema” da rimettere a punto, magari non guardando solamente a chi esegue ma soprattutto a chi ha responsabilità direzionali, gestionali, organizzative e di controllo.
Queste pesanti disfunzioni ci preoccupano poi in maniera ancora più grave se le mettiamo in relazione all’importante finanziamento di 23 milioni nei prossimi 5 anni che la Regione Toscana ha deliberato per la realizzazione di un progetto di ricerca della Novartis Vaccines & Diagnostics che dovrebbe, in cambio, portare la Novartis a realizzare a Siena uno stabilimento pilota per sviluppare vaccini innovativi destinati ai paesi in via di sviluppo.
Noi crediamo nell’importanza della ricerca scientifica e nella funzione d’indirizzo pubblico nel guidare investimenti e ricerche soprattutto in un campo delicato come quello farmaceutico. Proprio per questo non vorremmo che il management si macchiasse della responsabilità di mettere a rischio questo insediamento aziendale con gravi ricadute sull’occupazione e l’appropriazione di un finanziamento pubblico senza un reale ritorno socio-economico alla popolazione del territorio senese.
Matteo Mascherini – Segretario Provinciale Rifondazione Comunista – Siena

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