In questi giorni abbiamo assistito, attraverso i quotidiani locali, al dibattito e alle prese di posizione della varie forze politiche presenti nel consiglio comunale di Siena in merito agli esiti del voto sulle mozioni aventi come oggetto l’importante tema della situazione relativa alla banca Monte dei Paschi.
Non potendo contare su una diretta rappresentanza del Partito della Rifondazione Comunista in consiglio, ammettiamo che ci possano mancare tutti quegli elementi di conoscenza riguardo al preciso merito delle mozioni che si sono confrontate. D’altronde, anche la controversia sviluppatasi successivamente sugli organi di stampa non facilita una comprensione il più possibile oggettiva.
Detto questo, sentiamo di poter comunque dare un giudizio negativo sugli aspetti principali dell’intera vicenda. Innanzitutto, siamo stanchi di vedere che per scontri e ricomposizioni interne tra le correnti del PD e dei suoi alleati siano utilizzate come foglie di fico le problematiche più impellenti per la cittadinanza senese e dell’intera provincia come la Banca e la Fondazione (e nel prossimo futuro, chissà, il voto al bilancio), quando ancora una volta ci sembra che gran parte del problema sia il pesarsi reciproco tra le due maggiori correnti storiche presenti nella nostra città.
Collegi dei revisori, C.d.A. bancari, case popolari, enti di ogni ordine e grado, sono casematte da occupare in termini tutt’altro che di ascendenza gramsciana bensì come colonie dalle quali non smobilitare se non per occupare una posizione migliore.
Inoltre, riteniamo estremamente grave che su un tema di grande importanza, quale la gestione della Banca MPS la maggioranza si sia divisa, e che, allo stesso tempo, abbia già trovato voti “supplenti” per sostenere le scelte del Sindaco. Proprio quel partito di maggioranza, che tante energie ha profuso per modificare leggi elettorali che garantissero chiarezza di schieramenti, governabilità, eccetera, quando si trova di fronte a scelte che risultano importanti per il proseguo dell’amministrazione trova, senza perdere troppo tempo, scorciatoie per garantire la “continuità”, tradendo però proprio quei principi che erano stati la motivazione delle “nuove” leggi elettorali (la scelta del sindaco e della sua maggioranza sin dalla scheda elettorale).
Proprio degli ottimi allievi di Machiavelli: il fine (il mantenimento del potere) giustifica ogni mezzo compreso naturalmente qualche “piccolo” ribaltone.

Per questi e per altri motivi di ordine nazionale, come il sostegno del PD al governo Monti e alle sue controriforme sulle pensioni e sul lavoro, siamo sempre più convinti della giustezza della scelta di non sostenere più questo centrosinistra che già un mese fa abbiamo comunicato pubblicamente alla cittadinanza tramite la stampa.

Francesco Andreini (segretario circolo PRC Siena “Viro Avanzati”)
Matteo Mascherini (segretario provinciale PRC Siena)

Pin It on Pinterest

Share This