La “ripresa” del 2014 tanto decantata dal governo inizia con un altro duro colpo per l’occupazione in Valdelsa: alla RIMOR viene ufficializzato ciò che era da tempo nell’aria, cioè il licenziamento di ben 80 lavoratori.
Ancora una volta in una realtà produttiva del nostro territorio, prevale la logica distruttiva del frazionamento della produzione, del “ridurre i costi” senza prospettive future,   dello “scaricabarile” delle perdite, fra segmenti della stessa filiera produttiva e sui dipendenti.

Ancora una volta la politica dimostra di esser intervenuta tardi e male, favorendo un concordato “senza garanzie” per la tutela dell’occupazione e senza certezze per il futuro dell’intera filiera del camper.
Ancora una volta ci preme sottolineare che: 

    1)    Sarebbe esistita un’alternativa “a breve” per evitare i licenziamenti, e cioè la possibilità di utilizzare i contratti di solidarietà;
    2)    A lungo termine sarebbe possibile e necessario un intervento della politica volto ad “unire le forze produttive”,  cercare di consorziare i produttori di camper rimasti con l’indotto, nonché  facilitare l’accesso al credito (tramite Fiditoscana ecc.) molto prima che una realtà produttiva si trovi con l’acqua alla gola;

Dopo 25 anni di favole sul “piccolo è bello” e sulle capacità delle nostre aziende di competere da sole sui mercati mondiali, è l’ora che la politica torni a fare la sua parte, per cercare di creare anche in Valdelsa un polo produttivo di dimensioni adeguate a reggere la concorrenza dei grandi gruppi europei, a mantenere la produzione camperistica in loco, a garantire nuova occupazione.

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