Continua la diatriba intorno a quello che sta per diventare il caso di Via Sangallo. Inizio dei lavori con partenza anche delle prime proteste da parte di residenti ed attività commerciali. Dall’analisi progettuale della viabilità del traffico viene attestato che Via Sangallo è una strada «interessata da un traffico locale, legato alle residenze presenti ed alle strutture commerciali e produttive che si aprono lungo il percorso. Fanno eccezione la parte iniziale e terminale del tratto, utilizzate spesso come parcheggio temporaneo per accedere ai locali che si aprono sulla viabilità principale. La situazione si fa particolarmente caotica negli orari legati alla presenza della struttura scolastica, all’ingresso dei bambini, ma soprattutto all’uscita, quando una quantità ingente di auto si riversa sullo slargo in maniera disordinata eseguendo manovre che possono mettere a repentaglio la sicurezza del pedone. La presenza, limitata esclusivamente al primo tratto, di un doppio senso di circolazione non fa che peggiorare la situazione». Ecco le motivazioni scritte nero su bianco sulla decisione di creare una zona 30 – una forma di intervento urbanistico per la moderazione del traffico nella viabilità urbana – da 1,8 milioni di euro, che è stato cofinanziato nell’ambito del Progetto di Innovazione Urbana con 1,4 milioni di euro. Lancia il suo affondo anche Loriano Checcucci, neo segretario del gruppo locale di Rifondazione Comunista, «la storia si ripete, questo è un modus operandi che abbiamo già visto. Prima l’appalto e poi il progetto. Ci sono gare d’appalto che vengono vinte, in modo meritorio ci mancherebbe altro, però il progetto viene dopo, nel senso che la cittadinanza ha contezza di quanto verrà realizzato solo dopo l’inizio dei lavori. C’è una totale mancanza di partecipazione anche solo delle persone interessate. Una delle nostre proposte è quella di restituire i comitati di quartiere per poter discutere delle problematiche della zona. Prospettiva inascoltata. Sarebbe un dare ed avere informazioni che farebbe bene a tutti. Se non si ha paura del confronto». È furioso il segretario di Rifondazione Comunista, che si è fatto primo soggetto in ascolto dei residenti e dei commercianti della zona, i quali stanno pensando alla costituzione di un comitato specifico che ha come primo obiettivo il blocco di una parte del progetto che prevede l’eliminazione di alcuni parcheggi. «Dalle prime attestazioni e riscontri, anche con abitanti della zona elimineranno novanta posti auto, salvo cambio di rotte. La verifica è comunque in corso.


«La mancanza di condivisione di questa amministrazione è cosa nota, basta vedere la realizzazione delle piazze. Ora il problema è quello dei parcheggi in Via Sangallo. Abbiamo parlato con molti cittadini e gli crediamo quando ci dicono che saranno tantissimi i parcheggi eliminati. Preso atto che è doverosa la ratio delle piste ciclabili, ovvero siamo perfettamente d’accordo sul principio delle politiche green e della mobilità dolce, è sull’esecuzione che non siamo d’accordo. Ripeto, il problema più grande è la mancata partecipazione. Le piste ciclabile vanno bene, ma non a tutti i costi. Mi metto anche nei panni delle attività commerciali, se i clienti non trovano parcheggio andranno da altre parti. Non solo, penso che ci sono anche delle rivendite importanti in quella Via, nelle quali accedono molti camion, con la restrizione della carreggiata ci sarà anche questo di problemi. La zona ha sempre avuto problemi di parcheggi, ora peggiorerà, però, non ci daremo per vinti».

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