Le zone a colori, gestite come da noi, hanno avuto due prevalenti effetti:

  1. data la difficoltà di stare dietro alla continua evoluzione della normativa, espongono molti cittadini alla concreta possibilità di violare la legge, e quindi di essere multati;
  2. nonostante la sostanziale impossibilità di un rispetto ferreo delle regole nelle ordinarie attività quotidiane, queste sono fatte osservare ligiamente a ristoratori, baristi, lavoratori della cultura e dello sport, artigiani, studenti e commercianti, i veri soggetti sociali per i quali tali norme sono previste.

L’obiettivo è il contrasto, sacrosanto, alla diffusione del contagio, salvo poi tenere aperte fabbriche, supermercati, e altri centri di organizzazione intensiva del lavoro i quali hanno visto le proprie porte chiuse solo per poche settimane lo scorso anno. Ai lavoratori di questi settori, spesso, non sono neanche stati passati tamponi e test sierologici, condannandoli ad una esposizione costante al virus, accendendo focolai e favorendo la diffusione del contagio. I sacrifici di chi è rimasto a casa, in DAD o con l’attività chiusa, sono stati così totalmente vanificati.

Risultato: la crisi sanitaria – oltre che al personale degli ospedali – è stata fatta pagare ad operai di catena e lavoratori della grande distribuzione, mentre la crisi economica ai baristi, ristoratori ed esercenti della cultura e dello sport, agli artigiani ed ai commercianti. Chi ha visto i propri interessi tutelati sono stati i grandi industriali, le multinazionali dell’alimentazione e le catene dei supermercati.

Il virus bisognava che fosse fermato chiudendo proprio quei luoghi di produzione, e garantendo allo stesso tempo ai lavoratori cassa integrazione e riassunzione alla ripresa dell’attività. Se i soldi non fossero bastati, si dovevano prendere laddove abbondano: dalle tasche degli stessi industriali e grandi imprenditori internazionali. Ognuno avrebbe pagato la crisi in base alle proprie disponibilità, senza disuguaglianze.

Ma così non è andata, il capitalismo non lo permette. Il Decreto Riaperture di Draghi ne è la prova, così come la timida ed opportunista opposizione senza contenuto di Salvini e Meloni.

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