La riforma del mercato del lavoro è ancora  in Parlamento, ma i suoi devastanti effetti iniziano a manifestarsi ancor prima dell’entrata in vigore. Anche nel nostro territorio.
Se fino ad oggi la magistratura annullava i licenziamenti collettivi fatti in assenza di motivazioni economiche dimostrabili, cioè senza un piano industriale ed un bilancio definito che evidenziassero la necessità di un numero preciso di esuberi, con la riforma non avverrà più. E le aziende già ne stanno approfittando, come nello stabilimento TRIGANO di Cusona, uno dei principali del settore camperistico.
L’azienda infatti ha deciso unilateralmente di non rinnovare il contratto di solidarietà di cui usufruiva da due anni, e di ridurre il personale di ben 110 unità. Dopodichè ha fatto sapere che i licenziamenti potevano tranquillamente ridursi da 110 a una trentina se i lavoratori rinunceranno al vantaggioso contratto aziendale, ottenuto in passato con la lotta.
Quindi  l’azienda non ha alcun piano definito né un calcolo definito degli esuberi. L’azienda usa la minaccia di licenziare un terzo dei lavoratori per costringerli ad accettare le proprie condizioni: Marchionne fa scuola. E la cosa grave è che con la riforma Fornero anche una “motivazione economica” palesemente falsa degli eventuali licenziamenti è sufficiente a cacciare la gente dal proprio posto di lavoro.
I Comunisti appoggiano la lotta iniziata dai lavoratori della Trigano, che non hanno intenzione di cedere al ricatto, la sostengano nelle sedi istituzionali dai comuni alla regione, invitano tutta la cittadinanza a mobilitarsi. Per questa vicenda, ovviamente, che già da sola avrà pesanti ripercussioni sul nostro territorio, ma anche contro la riforma Fornero in toto, che produrrà un’infinita serie di casi analoghi.
Circolo G.K.Zhukov – PRC Poggibonsi

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