Giù le mani dall’Articolo 18

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Il governo PD-PdL-TerzoPolo di Mario Monti aveva iniziato malissimo il proprio mandato, con una manovra che non soltanto è stata estremamente iniqua, ma sta già producendo pesanti effetti recessivi sulla fragile economia italiana.
Ora continua peggio, con la proposta di riformare la normativa contrattuale ed i diritti dei lavoratori, “aumentando la flessibilità in uscita”, “senza avere tabù”. Cioè -tradotto dalla lingua dei “tecnici”- includendo l’abolizione dell’art. 18. e dando alle imprese la possibilità di licenziare a discrezione. Esattamente come chiedevano l’estate scorsa i vertici della BCE nella famosa lettera.
Il fatto che questo gravissimo attacco allo Stato di Diritto venga mascherato con la prospettiva di creare occupazione dimostra soltanto il grado di malafede di questi volponi dell’alta finanza, oggi entrati nel ruolo di verginelle della politica……
E’ FALSO CHE L’ART.18 SIA UN OSTACOLO A NUOVE ASSUNZIONI perchè non riguarda minimamente gli esuberi per cause economiche. L’art. 18 si occupa soltanto di licenziamenti discriminatori senza giusta causa.
E’ FALSO CHE L’ART. 18 SIA CAUSA DEL NANISMO
 DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE IMPRESE ITALIANE perchè il 95% delle aziende non arriva a 10 dipendenti, mentre un numero irrisorio di imprese si ferma alla soglia dei 15 per non rientrare sotto lo Statuto dei Lavoratori.
E’ FALSO CHE IN ITALIA CI SIA POCA FLESSIBILITA’ IN USCITA perchè -esclusi i casi discriminatori-, in Italia è più facile ridurre il personale di un’azienda, che nella media dei paesi UE.
Per non parlare dei nuovi assunti, per i quali l’Italia ha il record della precarietà….

E’ DIMOSTRATO, INVECE, CHE LA MAGGIORE PRECARIETA’, PRODUCE UNA RIDUZIONE DEI SALARI, QUESTO CAUSA UNA RIDUZIONE DEI CONSUMI, SI AGGRAVA LA CRISI, E SI PERDONO ALTRI POSTI DI LAVORO, ANCHE FLESSIBILE.
E’ DIMOSTRATO CHE LE RICETTE POLITICHE LIBERISTE DISTRUGGONO IL MERCATO INTERNO E L’ECONOMIA DI UNA NAZIONE (si guardi il caso argentino), MENTRE AIUTANO SOLTANTO GLI SQUALI DELLA FINANZA.
E’ DIMOSTRATO CHE UN’ECONOMIA MODERNA CRESCE SOLO QUANDO SI REDISTRIBUISCE LA RICCHEZZA, E CIO’ SVILUPPA IL MERCATO DEI BENI DI CONSUMO.

CONTRASTIAMO LE POLITICHE RECESSIVE CHE COLPISCONO SEMPRE I LAVORATORI E LE FASCE PIU’ DEBOLI.
SALVIAMO LO STATUTO DEI LAVORATORI ED IL SUO ART.18
MOBILITIAMOCI PER UNA VERA RIFORMA DEL LAVORO CHE CANCELLI LA PRECARIETA’ E RIPRISTINI UN UNICO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO!



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